Legittima difesa

Legittima difesa

13/05/2019

Legittima difesa


La Lega e Matteo Salvini lo hanno sempre considerato il provvedimento di punta dell'attuale legislatura: la modifica della legge sulla Legittima Difesa. Provvedimento che ora è legge.

Ma cosa prevede la legge sulla Legittima Difesa?

In buona sostanza affinché scatti la legittima difesa non è necessario che l'aggressore (il ladro, l'intruso, il rapinatore, chiunque si introduca in un luogo privato) abbia un'arma in mano, ma è sufficiente la sola minaccia di utilizzare un'arma e non è necessario che la minaccia sia espressamente rivolta alla persona. Basta che ad essere in pericolo siano anche solo i beni, propri o altrui.

Scompare anche il concetto di eccesso colposo di legittima difesa. La nuova normativa prevede la non punibilità di chi si è difeso da un'aggressione in "stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto".

Il nuovo testo contiene anche una modifica importante per chi sta scontando una pena per aver commesso un furto in appartamento e riguarda nello specifico la sospensione della pena. Questa potrà essere ottenuta solo dopo aver pagato per intero il risarcimento del danno dovuto alla persona offesa.

Le pene saranno in generale più severe per chiunque compia una violazione di domicilio, un furto in appartamento, uno scippo o una rapina. Arrivando fino ad un massimo di sette anni di carcere e sanzioni fino a 2.500 euro.

Inoltre chi si è legittamamente difeso dall'aggressione, che sia assolto in sede penale, non sarà responsabile neanche civilmente. Dunque non è obbligato al risarcimento del danno in sede civile.

La normativa prevede anche un'estensione delle norme sul gratuito patrocinio a favore di chi sia oggetto di archiviazione, proscioglimento o non luogo a procedere per fatti commessi in condizioni di legittima difesa.

Nelle intenzioni dei firmatari della proposta di legge la difesa deve essere considerata sempre legittima nei casi in cui si provi a respingere un'intrusione messa in atto con violenza o con la minaccia dell'uso di armi, cercando di superare la discrezionalità dei giudici in tal senso. Riducendo i tempi delle varie fasi di accertamento e successivamente processuali e ponendo a carico dello Stato le spese per la difesa in tali circostanze; inasprendo allo stesso tempo le pene per gli aggressori. Facendo proprio un motto: "Chi si difende in casa propria, sarà difeso anche dallo Stato".

Il principio seguito è sostanzialmente quello di mettere in condizioni chiunque di non incorrere in conseguenze penali o di affrontare lunghissimi processi quando venga riconosciuta la legittima difesa. E cioè quando in risposta ad un'intrusione o in caso di grave turbamento la persona metta in atto le azioni per difendere i propri cari, la propria casa, i propri beni o anche la propria azienda.

 

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